Travel Defender, come organizzare un viaggio nel deserto del Sahara

Travel Defender, come organizzare un viaggio nel deserto del Sahara

State pensando di organizzare un viaggio avventura nel deserto del Sahara in Tunisia? Per chi come noi è appassionato di overland, motori e 4x4, niente di meglio del racconto di viaggio di Travel Defender, che ci spiega come organizzarsi, cosa portare, come vestirsi e come viaggiare in fuoristrada tra le dune.

Prima di tutto vi presentiamo Gianluca, alias Travel Defender.

Ha solo 22 anni, ma ha alle spalle molti viaggi avventura. Già da giovanissimo con la sua famiglia, da sempre appassionata di safari fotografici e viaggi  overland, ha raggiunto mete invidiabili all’insegna dell’avventura. Esperto di motocross, ha da sempre amato il mondo dei 4x4 e delle mitiche Land Rover in particolare. Grande passione per il fuoristrada, insomma, ma anche per la preparazione e gli allestimenti dei veicoli Defender. Trial, endurance, raid e sfide tra i dossi, insomma terra, fango, acqua e ruote da tutte le parti. Ma a parte le acrobazie e le performance domenicali nella natura nostrana e sui circuiti, la sua nuova frontiera è quella dei viaggi nel deserto e altri orizzonti esotici. Per questo gli abbiamo chiesto di raccontarci come ha pensato di organizzare il suo viaggio tra le dune del deserto del Sahara con una caravana di 4x4.

Quale viaggio hai organizzato?

Per il mio viaggio off-road nel deserto, ho scelto come meta la parte tunisina del deserto del Sahara. Il tour è durato 12 giorni e ha coinvolto un gruppo affiatato di 25 fuoristradisti e 7 veicoli. Abbiamo percorso un cerchio che, immergendosi tra le dune del deserto, ha toccato le seguenti mete principali: Tunisi, Dous, l'Oasi di Ksar Ghilane, le montagne di Tembaine, la sorgente di Ain Ouadette, Hammamet.
Ci siamo avvalsi contattato una guida locale molto affidabile e collaudata.

Cosa ti ha colpito di più?

L’escursione termica del deserto di cui avevo sentito parlare, ma che non immaginavo così impattante. Ci si immagina il deserto sempre arido con un caldo impossibile da affrontare e invece spesso ti ritrovi al freddo, anche se ben coperto.
Il panorama che sembra uniforme e non cambiare mai, ma in verità è spesso molto diverso da zona a zona e bisogna stare attenti a non cadere nei tranelli del deserto: cambi di pendenza, ostacoli, distanze impreviste.
Quanto è facile insabbiarsi! Basta distrarsi un attimo, ridurre o aumentare la velocità senza essere costanti e prima di accorgersene si è già bloccati.
Un giorno siamo riusciti a percorrere solo 16 km. A volte inizia a mancare la pazienza, perché pare di non muoversi neanche, ed è facile scoraggiarsi. Però alla fine ,guardandosi indietro, si è sempre fieri della strada che si è percorsa e delle grandi e piccole sfide superate.

La leggenda che nel deserto è facile fare incontri con animali inaspettati, è in realtà una verità quotidiana. La mattina nello smontare le tende a terra, ci siamo sempre imbattuti in una nutrita colonia di scorpioni. Ma la cosa in assoluto più sorprendente è la semplicità con la quale si fa un viaggio del genere e come ci si lega tra compagni di viaggio creando un gruppo solido e affiatato.

Deserto-Sahara-Tunisia-4x4-fuoristrada

Con quale veicolo hai viaggiato? Come preparare il veicolo per il deserto.

Dunque, io ero alla guida di una Land Rover Defender 90. Naturalmente dotata di un robusto portapacchi, un paracolpi, un air camping, un frigo, due ruote di scorta, taniche per l’acqua e per il gasolio e un buon estintore. Questa è la preparazione minima e indispensabile. Può essere prudente dotare il veicolo di un roll-bar in caso di ribaltamento.Anche se la sabbia è soffice, è sempre una buona precauzione. Sorpresona, almeno per me, non servono pneumatici molto specifici. Le gomme stradali e la sabbia vanno perfettamente d’accordo.

Come ci si veste e cosa si mette nello zaino prima di partire per il Sahara?

Nell'organizzare un viaggio nel deserto del Sahara, 'Tutto quello che ci riesci a metterci dentro’ non è la risposta giusta..Infatti si finisce per portare troppa roba. Quel che serve veramente si conta sulle dita delle mani. Stivaletto militare o simili per camminare nella sabbia come tra le pietre e per tenere al sicuro i piedi da serpenti, scorpioni e per proteggersi quando si lavora attorno all’auto (comunque meglio delle ciabatte..) e abbastanza alti in modo che la sabbia non entri. Calzettoni che (strano, ma vero) isolano il piede sia dal caldo delle ore di sole, sia dal freddo della sera. T-shirt a volontà. Pantaloni corti, con tasche e dei costumi da bagno lunghi. Una felpa spessa con cappuccio, una sciarpa di cotone. Un cappello con visiera o a falda. Un’overshirt robusta e collaudata (potrei dire una sahariana, visto il tipo di viaggio), ottima per proteggersi dal caldo, dal vento e dal freddo, da sbottonare e abbottonare quando la temperatura cala improvvisamente al tramonto (il clima del deserto è pazzo), con mille tasche per avere tutto sempre a portata di mano. Qualsiasi capo vi portiate, è importante che sia traspirante. Meglio di puro cotone.

Oltre ai vestiti, cosa si porta nel deserto del Sahara?

So di sorprendervi, ma di sicuro non lasciare a casa il sacco a pelo. Di notte si può arrivare allo zero termico. Barbellare di freddo tutta la notte può essere un..incubo, appunto. Occhiali da sole, specie per guidare, una buona macchina fotografica, e qualche medicinale indispensabile.

Cosa lasciare a casa (..col senno di poi)?

Confesso che in un viaggio come questo una volta, non so perché, ho portato un phon. Ecco, quello lasciatelo a casa. Libri e passatempi vari, anche quelli a casa: si arriva stanchi la sera e se avanza tempo ed energia, il cielo del deserto non ha uguali. Anche la traversata in nave per l’Africa  è tempo da dedicare al così detto briefing di viaggio. È il momento delle indicazioni, dove ci si consiglia e ci si conosce meglio. Nel viaggio di ritorno ci si prende in giro, si guardano le foto,  si rivivono i momenti più belli e divertenti e si comincia già ad avere i primi sintomi di mal d’Africa.

La playlist del tuo viaggio

La playlist del mio viaggio contiene almeno tre brani di genere totalmente differente. Perché il deserto offre esperienze diverse tra loro. Potrei dire Welcome to the jungle dei Guns N’ Roses per quando si marcia sballottati sulle dune e quando si affronta il traffico tunisino, una colonna sonora western di Morricone per i momenti sfidanti, come prendere la riconcorsa per salire su una duna o fermi sotto il sole a picco a riflettere su quale via prendere, ma anche un pezzo di Ludovico Einaudi piacevolmente malinconico per i tramonti della sera.    

Ma quanto costa organizzare un viaggio nel deserto del Sahara?

Un viaggio nel deserto in Tunisia è paradossalmente più economico di molte altre destinazioni, e direi poco costoso in assoluto. Ecco una lista di alcune voci essenziali. Il costo del carburante in Tunisia si aggira attorno ai 50 centesimi al litro (poco anche pensando a quanto consumano i fuoristrada). Il costo maggiore per chi non dispone di veicoli adatti o non preparati è senz’altro il costo per alcune modifiche e adattamenti, come buoni ammortizzatori, portapacchi, protezione degli organi meccanici filtri e altre cose tecniche. Per quanto riguarda l’abbigliamento, come ho detto, basta mettere nello zaino un po’ di capi che abbiamo già nell’armadio, e altre che tutti abbiamo per fare trekking leggero. Raccomando abbigliamento in cotone perché a contatto con la pelle, nel deserto, sono decisamente meglio dei capi sintetici. Le spese di pernottamento sono praticamente a zero. Si passa la notte in tenda, una parte del cibo si porta da casa e il cibo locale è a buon mercato. La nave traghetto è abbastanza economica anche perché, se prenotata in gruppo (più di 10 mezzi), gode di una scontistica speciale. Noi ci siamo rivolti a: GNV. Incide di più il costo una tantum della preparazione del 4x4 e dei ricambi, rispetto al viaggio in sé che è abbordabile. Inoltre bisogna mettere in conto un’assicurazione sanitaria e qualche bozzo da sistemare al ritorno, tra carrozzeria e meccanica.

Come si prepara un viaggio avventura nel deserto del Sahara in Tunisia?

Prima di partire abbiamo verificato che tutti i veicoli 4x4 della carovana avessero requisiti minimi e la manutenzione necessari. Ci siamo incontrati spesso per scegliere il percorso e le destinazioni, tra una birra e i racconti di viaggio già vissuti. Posto che questo tipo di viaggio può risultare alla portata di chiunque parta ben preparato e attrezzato, se non si sono già fatte esperienze del genere, meglio affidarsi ad agenzie o persone esperte che fanno questo tipo di viaggi da anni per organizzare al meglio un viaggio nel deserto del Sahara. Ci sono agenzie italiane che collaborano con le guide locali alle quali è possibile rivolgersi. Poi basta prenotare la traversata in nave, e il gioco è fatto. Un buon consiglio è effettuare sempre una revisione del fuoristrada in un’officina o tramite un amico esperto, per essere certi che il veicolo è adatto a questo tipo di viaggio e specificamente alle tappe scelte. Certo, la Tunisia ha ovviamente anche strade asfaltate, ma il nostro obiettivo era finire nella sabbia!

Cose importanti da sapere prima di partire per un viaggio nel deserto del Sahara

Portare con sé i ricambi fondamentali per i guasti più comuni che possono capitare e avere nel gruppo dei compagni di viaggio qualcuno esperto, in grado di effettuare delle riparazioni.
L’auto deve sempre tornare al paese d’origine. In Tunisia non ci sono deroghe..
Mai prendere alla leggera la guida sulle dune. Andamento sobrio e mai variazioni di direzione brusche sulla sabbia, perché è cedevole e ci vuol poco a ribaltarsi. Poi ci si ride su, ma i danni al veicolo possono essere consistenti e difficili da riparare.
Ricorrere a una guida locale che trova la rotta anche davanti a un panorama che a noi sembra uniforme e indefinito. È meglio di qualunque GPS e rappresenta sempre e comunque un fattore di sicurezza.
Almeno qualcuno nel gruppo di viaggio deve avere un telefono satellitare
Non sottovalutare il caldo e il sole diurno e il freddo notturno, tutti fenomeni estremi. È facile prendersi un’insolazione o scottarsi. Inoltre dormire male per le basse temperature, quando il sole è sotto l’orizzonte, significa essere stanchi per la sveglia all’alba (eh sì bisogna sempre partire presto).

    E ora, venendo anche alla nostra passione. In che modo hai usato la tua Overshirt?

    Aperta o chiusa con sotto una t-shirt o un felpone con cappuccio. Colletto tirato su la sera, e sotto un bello sciarpone di cotone. Maniche risvoltate non appena la ‘meccanica’ lo richiede. Nelle tasche tanti oggetti. Dalle chiavi dell’auto, al sicuro nella tasca abbottonata, gli occhiali da sole al riparo nel taschino sul petto, una bandana, lo smartphone per le foto da fare al volo, un pappagallo e una brugola per fissaggi al volo, unl cappello e uno straccio perla sabbia nella tasche in vita.

     Travel Defender -

    Perché sei un Ambassador Formula Iozzi?

    Perché condividiamo le stesse passioni, avventura, motori, offroad. Ho scelto di legarmi a Formula Iozzi anche perché siamo sensibili agli stessi valori. L’importanza del Made in Italy, per me fondamentale, ma difficile da trovare nei marchi di abbigliamento contemporanei. Poi, il brand, giovane e dinamico e l’dea di rivisitare i look iconici del passato in chiave moderna. È una scelta che mi rappresenta molto di più rispetto all’esplorazione di negozi vintage e il ricorso a marchi di un’altra epoca. Non ultimo apprezzo moltissimo il principio di ridurre al massimo l’impatto ambientale dei prodotti e degli imballi. Insomma per me è un marchio cult anche se è nato da poco.
    Gianluca Zangheri, classe ’99, vive a Latina, pilota di motocross, giovanissimo appassionato di 4x4 con il culto dei viaggi avventura in fuoristrada, geneticamente ereditato dalla sua famiglia. Sin da ragazzo a spasso per l’Africa e altri luoghi esotici. Ha nel cassetto progetti sempre più ‘bellicosi’. Insomma, un animo 100% overland un profilo Instagram di successo: @traveldefender, dedicato al mito delle Land Rover. Siamo fieri che sia un nostro Ambassador.

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